FRAMMEZZO ALLA PAZZERIA. Voci dal manicomio di Teramo
TEATRO
FRAMMEZZO ALLA PAZZERIA
Voci dal manicomio di Teramo
Mercoledì 17 dicembre, ore 17.00 e ore 18.00
Ammalò di testa. Storie dal manicomio di Teramo (1880-1931) e Malacarne. Donne e manicomio nell’Italia fascista sono i titoli di due preziosi libri nei quali Anna Carla Valeriano (storica contemporanea formatasi presso l’Università di Teramo) ha raccontato la vicenda dell’ospedale psichiatrico S.Antonio Abate, istituzione di grande importanza per la storia della città, che sta per diventare oggetto di una profonda opera di recupero e riqualificazione urbana volta a trasformarla nella “Cittadella della cultura”, spazio destinato non solo a ospitare i dipartimenti umanistici dell’ateneo cittadino, ma anche a fungere da luogo di aggregazione, promozione e sede delle attività culturali e artistiche della comunità.
L’edizione 2025 del progetto interdisciplinare A TUTTO DAMS! ci è sembrata dunque l’occasione giusta per offrire un piccolo contributo alla conoscenza di questa vicenda, nella convinzione che la vita e la salute di una comunità (che sia un piccolo villaggio o una moderna nazione, quando non un intero continente) siano legate non superficialmente alla consapevolezza della storia dei suoi luoghi e dei suoi spazi, delle strade, degli edifici, delle piazze. E soprattutto alla storia trascorsa e nascosta, ma mai perduta, delle persone che in quei posti hanno vissuto le loro vite. A volte felicemente, altre – come troppo spesso in questo caso – immersi nella malattia e nella sofferenza. Dai libri di Valeriano, che ha consultato ed esaminato con grande cura la copiosa documentazione raccolta nell’archivio del nosocomio (tra cui migliaia di cartelle cliniche) abbiamo allora estratto un certo numero di frammenti di lettere delle recluse e dei reclusi, mai recapitate ai destinatari, e le abbiamo montate alternandole con brani di medici e psichiatri dell’epoca a fare da controcanto, in una drammaturgia attraverso la quale le studentesse e gli studenti partecipanti danno nella finzione teatrale voce e corpo a una umanità irrimediabilmente presa e persa – come sostenne Franco Basaglia – in un meccanismo di etichettamento diagnostico e di «smistamento fra ciò che è normale e ciò che non lo è» al di là del quale non restava più possibilità d’azione né di cura.
Studentesse e studenti partecipanti
Daniele ATTORRESI - Richard Cecil BUTLER - Maria Chiara CALVARESE – Chiara CAMPETTA -Melania CAMPOBASSO - Kessili DE BERARDINIS – Serena FEDELI – Martina LIBBI - Giulia Pia LONGO - Emanuela PAOLISSO – Domenico PISCHETOLA - Federico PIZZICA - Ida RASICCI -Pietro ROSSI – Mattia SORINO - Chiara TROTTA – Maria ZULLI - Mathias ZULLI-FRONTI
Coordinamento e cura: prof. Fabrizio DERIU
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