Piano Primo - Sala 12 (Libertà dell'Altro)

MOSTRA DIDATTICA

 “Libertà va cercando, ch’è sì cara”.  
Artisti teramani, fra continuità e intersezioni

📍 Castello Della Monica, Teramo
📅 13 dicembre 2025 - 28 febbraio 2026 
                                                                                                           

Piano Primo - Libertà mature

Sala 12 - Libertà dell'Altro

Gianni TarliVedere l’Altro, 2017, Teramo, Museo dell’Università degli Studi di Teramo 

Giosetta Fioroni, Casa-Luogo, 2005, Collezione privata 

Giosetta Fioroni, Teatrino, 2017, Teramo, Collezione privata 

Guido Montauti, Figura, 1969, Teramo, Pinacoteca Civica

La libertà dell’Altro consiste nella possibilità di esistere senza essere ridotti a categorie prestabilite o a ruoli definiti una volta per tutte. In Vedere l’Altro di Gianni Tarli, lo sguardo diventa strumento critico, chiamato a riconoscere l’alterità come presenza autonoma. Casa-Luogo e Teatrino di Giosetta Fioroni esplorano l’Altro come dimensione intima e simbolica, legata allo spazio dell’abitare e alla scena della memoria. La Figura di Guido Montauti introduce un’alterità radicale, spogliata di identità individuale, dove il corpo ridotto all’essenziale diventa segno universale. L’Altro emerge così come individuo, spazio, figura o enigma, sempre irriducibile e aperto al confronto.

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Lettura di Filosofia della scienza, keeper Davide Fazio  
Nell'opera di Gianni Tarli lo sguardo umano  appare frammentato in due occhi separati, uniti da una linea rossa che attraversa la composizione come un atto di sintesi. Le linee incrociate evocano la molteplicità sensibile che ordiniamo grazie alle forme pure dell’intuizione, spazio e tempo: il “filtro” attraverso cui concepiamo la realtà. Secondo la posizione Kantiana, spazio e tempo vengono prima del fenomeno e rendono possibile ogni esperienza. La figura suggerisce che ciò che chiamiamo materia è costruito disponendo le impressioni secondo queste intuizioni originarie. Il tempo stesso non è reale nel senso della fisica Newtoniana, ma una struttura interna al soggetto che rende pensabile il mondo. Senza fenomeno, il tempo non avrebbe nulla a cui riferirsi e sarebbe dunque illusorio.

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